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    ITA e Lufthansa, promessi sposi

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    Messaggio Da I-TIGI 07.06.23 13:17

    Se poi su Linate si continuerà a perdere soldi, il decreto Giovannini non sarà cambiato a Lazzerini importa poco, di fatto avrà accontentato la Meloni (tutto su FCO) e chi se ne frega del pollo che tanto può sempre traghettare gli italiani su altri suoi hub del gruppo.


    Ultima modifica di I-TIGI il 08.06.23 1:18 - modificato 1 volta.
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    Messaggio Da FlyIce 07.06.23 13:33

    I-TIGI ha scritto:...
    I 321 di lungo raggio su uno scalo come Fiumicino hanno poco senso dato che li si punta a flussi ovviamente turistici e stagionali, con ricavi inferiori rispetto a Milano, dove si vende e si riempie molto bene i 321 full business di LaCompagnie (ad oggi il 30% dei posti di settembre già venduti, pax che normalmente acquistano sotto data).

    Tra l’altro chi è attento, continua a sottolineare che ITA su FCO dovrà presenziare il mercato sud americano ed africano/medio oriente e non più di tanto il nord americano, coperto da partners (ma guarda un po’) proprio perché questo in parte verrebbe coperto da Linate con alcuni voli diretti o via hub LH come già ora sia da MXP che LIN. 
    ...
    I 321Neo di ITA vanno bene sul medio-raggio, quindi Africa/Medio Oriente e questo potenzialmente 12 mesi all'anno, soprattutto se l'hub di FCO li supporta a dovere.
    In USA, da Fiumicino, non ci arrivano proprio, forse da Linate ma tirati e solo per le destinazioni nell'estremo Nord Est USA, Boston e New York si', Washington e Chicago neanche a parlarne.

    Potrebbero anche pensare di rivedere il decreto Giovannini su Linate, che é già abbastanza permissivo, ma per andare negli USA serve la reciprocità e non credo che le major USA vogliano fare un favore a ITA o a JetBlue, che ora è l'unica ada avere aerei adatti.
    United potrebbe essere la piu' favorevole, per logiche Star Alliance, ma non ha aerei adatti neanche in ordine; ha solo widebody, che non credo verranno autorizzati a Linate tanto presto o in assoluto mai.
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    Messaggio Da I-TIGI 07.06.23 13:50

    I 321 da LIN con pax e niente cargo imbarcato solo su nord east, su NY con due frequenze giornaliere.

    Comunque sia se poi il tutto non si realizzerà poco importa a Lazzerini intanto ha tirato sabbia nei occhi a Spohr.
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    Messaggio Da FlyIce 07.06.23 14:41

    I-TIGI ha scritto:I 321 da LIN con pax e niente cargo imbarcato solo su nord east, su NY con due frequenze giornaliere.

    Comunque sia se poi il tutto non si realizzerà poco importa a Lazzerini intanto ha tirato sabbia nei occhi a Spohr.

    Si confermano campioni nel perdere i soldi.
    Credo che questa idea durerà meno di Lazzerini in azienda.
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    Messaggio Da I-TIGI 07.06.23 14:56

    FlyIce ha scritto:
    I-TIGI ha scritto:I 321 da LIN con pax e niente cargo imbarcato solo su nord east, su NY con due frequenze giornaliere.

    Comunque sia se poi il tutto non si realizzerà poco importa a Lazzerini intanto ha tirato sabbia nei occhi a Spohr.

    Si confermano campioni nel perdere i soldi.
    Credo che questa idea durerà meno di Lazzerini in azienda.
    Manca solo l’annuncio di una Orio-Fiumicino e poi il danno è completo.
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    Messaggio Da I-TIGI 08.06.23 1:41

    D960 ha scritto:Sono furbi, portano l'acqua al loro mulino e di Malpensa non frega una mazza, anzi mai fatto visto che il progetto MXP2000 è stato piovuto dall'alto per volere di Cempella che sì, stava in AZ, ma non rappresentava l'intera AZ stessa. Che si può pretendere da chi nel 2008 ha festeggiato per il de-hub sostenendo che Milano avesse rubato i voli a Roma ed era giusto il loro ritorno dove appartenevanouna volta? MXP è vista semplicemente  come una palla al piede che nessuno pensava di avere, nemmeno aeroporti al Nord come Bologna e Torino, pertanto dove è possibile si cerca di alzare il tiro e correggere. Com'è tipico nel loro modus operandi, si cerca sempre di effettuare ''acquisizioni'' o di trovare ''sinergie'' che vanno a braccetto, un po' come la centralizzazione di altri servizi per spirito puramente referenziale e alimentato dai fasti di un antico Impero Romano ormai caduto in disgrazia. Ci sarebbe tanto da dire sulla spinta che ha avuto Fiumicino come aeroporto pluripremiato ma nulla leva il fatto che Roma vive di luce riflessa, mentre Milano cerca di farsi strada da sé.

    Hai ricapitolato perfettamente la storia di Alitalia e in parte di Malpensa aggiungendo che dopo il dehub di Alitalia praticamente tutti in Italia volevano vedere MXP smontata e senza voli intercontinentali ed invece è accaduto l’opposto. A quanto pare ancora molti non se ne sono fatti una ragione.

    Visto dal resto del mondo (già da Chiasso sino a Bora Bora) un vettore italiano che si nomina major o addirittura di bandiera e non opera sul secondo scalo italiano (nel primo mercato italiano e terzo europeo) può solo fallire e così è sempre stato. 
    Linate, distanza dalla città, collegamenti (MUC insegna) tutte caxxatine per giustificare altro. 

    Ricordiamoci sempre la boriosità di Schisano nel urlare che era colpa di Malpensa se Alitalia andava male ma poi i fatti hanno dimostrato il contrario con le varie Alitalia che perdevano e fallivano a Fiumicino. 

    In tutta questa vicenda ITA una MSC che ha sbattuto la porta lasciando sola Lufthansa avrebbe dovuto far capire molte cose (sempre le solite, promesse da marinaio da parte del governo e doppi giochi) ma ovviamente essendo stata cosa scomoda si è preferito far finta di nulla (media in primis). 

    Ora Sphor avrà vita dura anche perché dovrà scucire più soldi di quelli che voleva (una delle tante virgole), dato che gli è sono stati venduti i “Linate slot” come fossero oro (il traffico di ITA attuale non vale la candela) proprio per futuri voli sugli USA da lì, cosa che sappiamo bene esser complicata ma non impossibile se il governo lo vorrà (l’uscita de il Sole 24 Ore non era una semplice sparata ma uno dei tasselli che hanno animato i due rinvii, alias virgolette).
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    Messaggio Da I-TIGI 08.06.23 22:13

    Pinocchio e la volpe:

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    Messaggio Da FlyIce 09.06.23 10:16

    Mi sono cappottato dal ridere già solo per il titolo:

    ITA CEO: Lufthansa convinced by our business plan

    Poi le varie risposte sfiorano il ridicolo.
    La mia preferita è che hanno puntato sul segmento business e leisuire premium e questo ha pagato.
    Per fortuna, pensa se non era così. Hanno perso una vagonata di soldi azzeccando il piano (a loro dire).

    L’unica risposta buona è stata l’ultima: quando gli hanno chiesto se rimaneva. Ha fatto un bel giro di parole ma alla fine non ha risposto. Giustamente.
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    Messaggio Da spanna 09.06.23 13:04

    Notizia bomba se confermata, l'Italia non ha ancora firmato l'accordo

    https://www.tag43.it/ita-firma-mancante-accordo-lufthansa/


    Ita, il giallo della firma mancante nell’accordo con Lufthansa

    Meloni e il Mef danno per fatta l’intesa Ita-Lufthansa. Peccato che molti giorni dopo l’annuncio non c’era traccia della firma italiana. Solo colpa della burocrazia ministeriale? Intanto pure la Corte dei conti fa le pulci. Perché sulla vicenda si trascina lo spettro di un danno erariale.
    9 Giugno 2023 10:00
    Giovanna Predoni
    Ita, il giallo della firma mancante nell'accordo con Lufthansa

    L’annuncio era stato dato in pompa magna il 25 maggio. E ancora ieri, l’8 giugno, in occasione della visita romana di Olaf Scholz con tanto di conferenza stampa finale, Giorgia Meloni ha celebrato l’accordo Ita-Lufthansa come «la testimonianza di quanto gli interessi delle nostre nazioni possano essere convergenti sul piano strategico». Tutto bene quel che finisce bene? Mica tanto. Perché, secondo quanto risulta a Tag43, quell’accordo è sì stato annunciato ma, se non lo hanno fatto nottetempo alla viglia dell’arrivo del cancelliere tedesco, non ancora firmato da parte italiana.

    Eppure il 4 giugno, intervenendo al Festival dell’Economia di Torino, anche il nuovo direttore generale del Mef, Riccardo Barbieri Hermitte, ossia colui che materialmente deve siglare la cessione del 41 per cento della compagnia di bandiera nata dalle ceneri di Alitalia, non aveva lasciato dubbi in proposito. «Ci sono ancora le crisi di alcuni settori su cui stiamo intervenendo. Recentemente c’è stata la firma dell’accordo con Lufthansa che riteniamo una buona soluzione per la nostra linea aerea», aveva detto Barbieri.

    Insomma, un giallo. Forse si dà la cosa per fatta e il ritardo nella firma è figlio della complicata burocrazia ministeriale e di un dossier che si compone di ponderosi incartamenti? Ma evidentemente il governo non vedeva l’ora di dare per chiusa una partita che si trascinava da mesi, scomoda eredità del governo Draghi inopinatamente caduto prima di aver avuto il tempo di chiuderla, anche per le pressioni di un “partito francese” che non si rassegnava all’esclusione dai giochi di Air France.

    Ma forse era meglio mettere nero su bianco le firme prima di cantare vittoria. Anche perché adesso, col rischio di ulteriori ritardi, ci si è messa pure la Corte dei conti a fare le pulci, e giustamente visto che la vicenda si trascina lo spettro di un danno erariale sulla mancata vendita a Msc-Lufthansa. Considerando gli attuali tesissimi rapporti della magistratura contabile con governo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), c’è da scommettere che spulceranno le carte con particolare cura.

    Lufthansa infatti si era già presentata al tavolo del governo in cordata con la Msc dell’armatore Gianluigi Aponte che per rivelare Ita offriva 900 milioni di euro. Ma allora il Mef, nella persona del suo direttore generale Alessandro Rivera, aveva pensato bene di rifiutarla per trattare in esclusiva con il fantomatico fondo Certares dietro cui c’era Air France, senza poi arrivare a concludere nulla. Il risultato è che i tedeschi, a quel punto unica soluzione rimasta sul tavolo dopo lo sdegnato ritiro di Aponte, si sono presi il 41 per cento della compagnia per 325 milioni (ma ritrovandosene 250 in cassa, ultima tranche dei 1.350 milioni concessi come dote alla nuova compagnia).

    Una vicenda tribolata, dove spesso gli interessi particolari della politica hanno prevalso su quelli comuni, cui ora si aggiunge il giallo della firma mancante. Chissà se il ministro Giancarlo Giorgetti e la stessa Meloni, che si sono orgogliosamente intestati l’intesa che dopo quasi 13 miliardi di denaro dei contribuenti bruciati tra vecchia Alitalia e Ita si avvia a uscire dal perimetro dei conti pubblici, ne sono stati messi al corrente. O se tutto è stato fatto a loro insaputa.
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    Messaggio Da I-TIGI 09.06.23 15:46

    Speculations, virgole, firme e pop corn, tra l’altro tra gentiluomini basta già la stretta di mano in particolare con i nostri governi o no? 😎

    Vediamo quando Lufthansa metterà i soldi cosa che accadrà solo se le saranno state soddisfatte certe cose.
    Intanto il vettore in mano a Lazzerini continuerà a macinare perdite  per la gioia di Spohr.
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    Messaggio Da I-TIGI 09.06.23 19:48

    I-TIGI ha scritto:Pinocchio e la volpe:

    Più ascolto le risposte di Lazzerini pensando di essere il Marchionne della situazione e più rido. Mitica la domanda finale della volpe nel sapere che Spohr lo segherà.
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    Messaggio Da I-TIGI 10.06.23 2:53

    La CNN a Lazzerini (CEO di ITA Airways): “Resti o sei un uomo morto che cammina?” (video) 


    https://www.theflightclub.it/2023/06/cnn-intervista-lazzerini-ita-airways-video/amp/

    Richard Quest non solo è un dei volti, o meglio degli anchorman, più famosi ed influenti al mondo (non solo della CNN). E’ probabilmente anche il più esperto nel settore dei viaggi, delle compagnie aere e in generale dell’industria turistica mondiale. Nei giorni scorsi, a margine dell’evento IATA di Istanbul, ha intervistato Fabio Lazzerini, attualment CEO di ITA Airways.
    Per chi è abituato alle interviste blande, o concordate, che si vedono in Italia, il giornalismo anglosassone potrebbe sembrare maleducato o irriverente, ma il vero giornalista è così: pone domande per avere delle risposte, non gradisce gli si reciti la poesia a memoria. Dall’altro canto, nel mondo americano non esistono, salvo rarissimi casi, gli assalti che siamo soliti vedere in programmi come Report o le Iene. Diciamo sarebbe bello vivere in una via di mezzo.

    L’intervista che si può vedere qui sopra in forma integrale, ed in lingua originale, copre tutti gli argomenti caldi. I legami tra Alitalia e ITA Airways, la vendita della compagnia Italiana a Lufthansa, i progetti di crescita e poi [/size]l’ultima domanda è quella che un pochino sorprende Lazzerini, Quest va dritto al punto: “Are you a dead man walking?”


    Da quando Lufthansa ha firmato con il MISE, uno degli argomenti caldi è lo spoil system che LHG farà con ITA Airways e sicuramente la poltrona di CEO è quella più discussa. Lazzerini ha sempre detto l’azienda viene prima delle persone, come è giusto che sia
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    Messaggio Da spanna 10.06.23 9:55

    lazzerini ha un'unica qualita', a b@lle ti stende sia in italiano sia in inglese. Il giornalista ha fatto le domande giuste ma non era sufficientemente preparato per rintuzzare le b@lle di lazzerini, e quindi ha fatto un lavoro niente di che. Quando lazzerini parla di focus sul lungo raggio bisognava pur dimostrargli che non c'e' nessun focus sul lungo raggio rispetto ad alitalia. E poi riguardo alla domanda se fosse un uomo morto che cammina, lazzerini ha risposto che e' una questione aperta. Ma se uno legge quello che LHG ha dichiarato pubblicamente alla stampa la questione non e' affatto aperta e lazzerini se ne deve andare, a meno che con questa affermazione lazzerini intendesse che non e' ancora sicuro che LH a fine anno entri nel capitale di ITA-
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    Messaggio Da I-TIGI 15.06.23 15:44

    Bingo, Lazzerini non alza i tacchi, Sphor oggi se l’è vista brutta con alcuni azionisti che lo hanno incalzato.
    Possibile anticipo di base Air Dolomiti a MXP e LIN.
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    Messaggio Da D960 15.06.23 15:55

    Alla winter? Ah però.
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    Messaggio Da FlyIce 15.06.23 16:38

    Una bella tegola cade sulla testa della "start-up" ITA e le chiacchiere di Lazzerini vengono smentinte clamorosamente: secondo il giudice del lavoro è un ramo d'azienda della vecchia Alitala.
    Ora sono da vedere le conseguenze, sia politche/interne ad ITA, che con Lufthansa.

    Ita Airways, fu «cessione di ramo di azienda»: reintegrati 77 lavoratori ex Alitalia


    La nuova compagnia aerea condannata a pagare un anno e mezzo di stipendi arretrati. Conseguenze anche sull'ingresso di Lufthansa nel capitale. Confutati sia Altavilla che Giorgetti

    Massimo Franchi

    Svelato il contratto segreto Ita-Alitalia, per la prima volta prodotto in un procedimento, viene dimostrata la cessione di ramo d’azienda e la nuova compagnia aerea viene subito condannata dal Tribunale del Lavoro di Roma al reintegro di ben 77 dipendenti ex Alitalia, in buona parte donne assistenti di volo. Un’altra trentina hanno transato con Ita durante il procedimento, vendono comunque riassunti.

    E’ un vero terremoto giudiziario, che – come anticipato dal manifesto – rischia di avere conseguenze l’annunciato ingresso di Lufthansa nel capitale di Ita.

    Nella sentenza depositata questa mattina (15 giugno 2023), il giudice del Lavoro di Roma Claudio Cottatellucci ha accolto il ricorso di 77 ex dipedenti ex Alitalia – difesi dagli avvocati Pier Luigi Panici e Carlo Guglielmi – non riassunti da Ita «accerta la sussistenza del trasferimento di ramo d’azienda tra Alitalia e Italia Trasporto Aereo verificatosi in attuazione del “contratto di cessione del complesso di beni e contratti” concluso tra le parti in data 14 ottobre 2021» – il famigerato contratto segreto che la nuova compagnia si è sempre rifiutata di rendere pubblico nonostante sia ancora oggi una compagnia a intero capitale pubblico.

    Il giudice quindi «dichiara per l’effetto il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della società Italia Trasporto Aereo s.p.a. – ITA con decorrenza dal 15 ottobre 2021», data del decollo della compagnia.

    In più arriva la «condanna la società convenuta al pagamento ai ricorrenti delle retribuzioni maturate dalla decorrenza| sempre del 15 ottobre. Si tratta dunque di un anno e mezzo di stipendi.

    Come detto, si tratta della prima sentenza che tiene conto del “contratto segreto”, ribaltando l’esito di altre pronunce in altri tribunali del Lavoro in Italia.

    Negli ultimi mesi almeno altri cinque giudici hanno accettato di imporre a Ita Airways di produrre in dibattimento il contratto.

    Oltre 1.100 ex dipendenti di Alitalia hanno fatto causa per chiedere il reintegro. Ora è probabile che gran parte dei 3.400 esuberi non riassunti da Ita facciano causa.

    La stima dei costi in caso di vittoria dei ricorrenti è di centinaia di milioni di euro.

    Fin dall’inizio sia l’ex presidente di Ita Alfredo Altavilla che i ministri dell’Economia (prima Franco e poi Giorgetti) hanno negato che la nuova compagnia nascesse da un ramo d’azienda della precedente. Ora le conseguenze potrebbero essere anche politiche.

    Fonte: https://ilmanifesto.it/ita-airways-fu-cessione-di-ramo-di-azienda-reintegrati-77-lavoratori-ex-alitalia
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    Messaggio Da I-TIGI 15.06.23 19:17

    Premesso che tra Lufthansa ed ITA non è neanche un fidanzamento (l’anello, i 300 mil Spohr potrà metterli solo dopo l ok della EU dove i tempi saranno lunghi visto che per l’accordo Iberia - Europa in gestazione da un anno ora non se ne riparla più prima di un altro anno!

    https://mobile.ttgitalia.com/stories/trasporti/185255_iberia-air_europa_il_pronunciamento_ue_arriver_a_met_del_prossimo_anno/ )

    il silenzio assordante di queste settimane fa capire molte cose ed ecco l’ulteriore tegola.
    Auguri.

    PS Spohr, er pollo de turno, mi da che presto lo vedremo a “Chi l’ha visto?”
    ——-

    Alitalia-Ita: per il Tribunale del Lavoro di Roma ci fu cessione di ramo d’azienda e questo farebbe scattare il reintegro ex art 2112 del Codice Civile (“Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda”). Ora gran parte dei 3.400 esuberi potrebbe fare causa.


    https://www.startmag.it/smartcity/alitalia-ecco-la-prima-tegola-giudiziaria-per-ita-airways/
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    Messaggio Da I-TIGI 15.06.23 19:30

    D960 ha scritto:Alla winter? Ah però.

    Tutto dipende da quante macchine avrà la nuova Lufthansa City Line e la vertenza interna ad Air Dolomiti così come quanto sta accadendo tra Governo, ITA (Mef) e LHG.


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    Messaggio Da I-TIGI 15.06.23 20:45

    Per quanto concerne la “porcata” su Linate nel cercare di aprire voli di lungo raggio e tagliare l’unico volo ITA su Malpensa questo è tutto made by Lazzerini che invia ai media le sue veline.
    Im
    Lufthansa a questa cosa non ci pensano proprio, il volo da Malpensa per il JFK per Sphor deve rimanere lì, semmai aggiungere altro.
    Purtroppo essendo LH in minoranza nel CDA Lazzerini (o chi per esso a nome di questo Governo scellerato) continuerà a fare danni.

    Dal momento che si stabilisce la continuità tra Alitalia ed ITA per i dipendenti inizieranno a volare tegole non chiaramente sotto Malpensa ma a Roma.
    A Bruxell dovranno rivedere molte cose ed i fornitori impallinati pure.

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    Messaggio Da I-TIGI 15.06.23 22:36

    Alitalia-Ita Airways, la sentenza del giudice che complica il rilancio

    di Leonard Berberi

    https://www.corriere.it/economia/aziende/23_giugno_15/alitalia-ita-airways-sentenza-giudice-che-complica-rilancio-18172772-0ba0-11ee-a43e-f9c625e8ed19_amp.html

    Il dossier Ita Airways non smette di sorprendere. Ma l’ultima novità rischia di essere un grattacapo per il governo. Un giudice del Lavoro di Roma ha deciso che 77 ex dipendenti di Alitalia dovranno essere assunti da Ita perché è stata «accertata la sussistenza del trasferimento di ramo d’azienda» tra la vecchia e la nuova compagnia. Non sono gli unici ad aver fatto causa. Altri 1.100 ex impiegati di quella che un tempo è stata la gloriosa aviolinea di bandiera hanno citato in giudizio Ita sulle stesse ragioni: chiedono anche loro il «reintegro» ex art 2112 del Codice Civile («Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda»).

    La clausola
    Le conseguenze dirette di questa sentenza, a dire il vero, sono molto limitate. Ma potenzialmente le ricadute potrebbero essere importanti. Nello scenario più estremo (cioè oltre mille persone da assumere che si aggiungerebbero alle 1.200 assunzioni già programmate) Lufthansa potrebbe ritirarsi dall’accordo con il Tesoro per il rilancio di Ita, come ha avvertito nell’intervista al Corriere il presidente del vettore Antonino Turicchi. È del resto una delle clausole previste dal contratto tra le parti. Ma in questo modo il futuro dell’aviolinea tricolore verrebbe messo in pericolo.

    Il pronunciamento
    Nelle sue quattro pagine di sentenza il giudice della Quarta Sezione Lavoro del Tribunale di Roma Claudio Cottatellucci «accerta la sussistenza del trasferimento di ramo d’azienda tra Alitalia e Italia Trasporto Aereo (la società di Ita Airways, ndr) verificatosi in attuazione del “contratto di cessione del complesso di beni e contratti” concluso tra le parti in data 14 ottobre 2021». Quindi «dichiara per l’effetto il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della società Ita con decorrenza dal 15 ottobre 2021», «condanna la società convenuta al pagamento ai ricorrenti delle retribuzioni maturate dalla decorrenza da ultimo indicata».

    Le reazioni
    Negli ambienti del ministero dell’Economia, oggi azionista unico di Ita, sono determinati ad andare avanti con i tedeschi per dare un futuro all’azienda. Non prevedono alternative. Bollano come «incomprensibile» la decisione del giudice — contro la quale sarà fatto ricorso — soprattutto perché sono stati svolti tutti i passaggi per ottenere la discontinuità con Alitalia come chiesto dall’Antitrust Ue. Proprio Bruxelles, nel dare l’ok al progetto Ita Airways, ha stabilito che le due aviolinee sono diverse. Sentenza «incomprensibile» anche perché i pronunciamenti precedenti — prima dell’accordo con Lufthansa — erano stati di senso opposto.

    Le conseguenze
    Chi segue il dossier non fa troppi giri di parole. Se l’ultimo pronunciamento dovesse consolidarsi nei successivi gradi di giudizio e dovesse essere «adottato» dalle altre vertenze a Ita non resterebbe che una strada: portare i libri in tribunale e lasciare senza lavoro almeno 4.000 persone. Per non parlare degli 1,12 miliardi di euro che lo Stato ha già versato per far sviluppare la società e che andrebbero persi.
    ————

    Povero Berberi dopo la maratona sulla telenovela ITA sperava di andare un po’ in ferie ed invece la resurrezione di Alitalia lo porterà a rimandare le meritate vacanze.

    Incomprensibile la scelta del giudice per quelli del ministero? Ah perché pensano che tutti si siano bevuti la falsa discontinuità? 😂

    Oggi scrissi che Spohr c’è lo troveremo a “Chi l’ha visto” ed ecco arrivare la tegola.
    Chiaramente i 77 si moltiplicheranno in breve tempo e se appurata la continuità questo varrà anche per i fornitori silurati come da copione.

    La Meloni anziché tampinare Sohlz e rompere i coglxxni su Malpensa doveva essere certa che l’accordo fosse stato perfetto ed invece è un bel colabrodo.

    Ho ordinato nuovi popcorn.
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    Messaggio Da FlyIce 16.06.23 10:18

    I-TIGI ha scritto:
    Ho ordinato nuovi popcorn.
    Sarebbero da usare se e quando Lazzerini racconterà la sua versione della vicenda.

    Non era una startup?
    Non l’ha fondata da zero?

    Rimango dell’idea che i prossimi gradi di giudizio potrebbero ribaltare questa sentenza, che per noi è una conferma (se mai ce ne fosse bisogno) di quello che abbiamo sempre sostenuto.

    La nascita di ITA è stata gestita male, in modo approssimativo e da persone non all’altezza.
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    Messaggio Da spanna 16.06.23 10:45

    qualcuno forse dimentica che in caso di continuita' aziendale ITA sarebbe costretta anche a restituire i prestiti ponte di alitalia? La magistratura italiana ha stabilito che c'e' continuita', la commissione europea che c'e' discontinuita', le due posizioni non possono coesistere ed una deve prevalere, ci saranno altre cause (magari di ryanair) a livello europeo, se dovesse prevalere la posizione della magistratura italiana addio ITA, e io dico, finalmente, addio agli slot di linate. E a quel punto per malpensa tutto potrebbe cambiare
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    Messaggio Da FlyIce 16.06.23 11:30

    spanna ha scritto:qualcuno forse dimentica che in caso di continuita' aziendale ITA sarebbe costretta anche a restituire i prestiti ponte di alitalia?
    No, non c'è nessun automatismo.
    ITA ha ricevuto una "comfort letter" dalla EU per la transizione dalla vecchia Alitalia.
    Se (importante questo se) ha seguito le indicazioni, non c'è continuità economica, che è l'aspetto che valuta l'antitrust EU per evitare che ITA debba rispondere degli aiuti di stato illegali alla vecchia Alitalia.

    La magistratura italiana ha stabilito che c'e' continuita', la commissione europea che c'e' discontinuita', le due posizioni non possono coesistere ed una deve prevalere, ci saranno altre cause (magari di ryanair) a livello europeo
    In realtà l'ha stabilito sulla base del diritto del lavoro italiano. E' una materia che la EU non copre direttamente (per farla semplice).
    Quindi è possibile che ci sia continuità tra datori di lavoro, ma non a livello economico per la EU.

    Secondo il diritto del lavoro, c'è un'altra tegola che rischia di cadere: ITA è posseduta al 100% dallo stato, ma ha fatto le selezioni come una società provata. Anche qeusto è contestabile (lo dicono molto chiaramente i sindacati) perchè dovevano fare il grossolo delle selezioni tramite concorsi.
    Qui il "pasticcio" è piu' responsabilità di Altavilla che di Lazzerini, perchè il primo, con il suo comportamento, ha messo ancor piu' in evidenza questo problema.

    se dovesse prevalere la posizione della magistratura italiana addio ITA, e io dico, finalmente, addio agli slot di linate. E a quel punto per malpensa tutto potrebbe cambiare
    Da qui al fallimento ne passa ... non arriverà domani, neanche nella peggiore delle ipotesi. Queste conseguenze non mi sembrano immediate e neanche probabili, come scenario. Mi aspetto eventualmente una soluzione piu' mediata.

    Di certo lo Stato non potrà mettere soldi in una ITA2 perchè i soldi dati a ITA dovevano bastare per 10 anni ( Laughing Laughing Laughing ) o essere supportati da investimenti privati.
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    Messaggio Da malpensante 16.06.23 12:15

    FlyIce ha scritto:Secondo il diritto del lavoro, c'è un'altra tegola che rischia di cadere: ITA è posseduta al 100% dallo stato, ma ha fatto le selezioni come una società provata. Anche qeusto è contestabile (lo dicono molto chiaramente i sindacati) perchè dovevano fare il grosso delle selezioni tramite concorsi.
    Si devono fare concorsi per l'amministrazione pubblica in senso stretto, non per le SpA possedute anche al 100% da Stato o Enti pubblici.
    ENI, ENEL eccetera non facevano concorsi quando erano statali al 100% e sono sicuro che non li faceva Alitalia, nemmeno ai tempi d'oro.
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    Messaggio Da spanna 16.06.23 12:41

    questo e' un ottimo articolo a mio avviso:
    https://www.ilsussidiario.net/news/ita-il-piano-da-rimodellare-dopo-la-sentenza-su-77-ex-dipendenti-alitalia/2552548/
    Inizia tutto da Istanbul e non è un caso. Infatti, a pochi giorni dalla firma dell’accordo tra il Mef e Lufthansa per la privatizzazione di ITA Airways, emergono nuove sfide e questioni legali che richiedono un’attenzione immediata sulle questioni della nostra compagnia di bandiera italiana. Prima tra tutte quella relativa alla Corte dei Conti che non ha ancora dato il suo avvallo sul contratto tra Lufthansa e il Mef, gettando ancora un’ombra di incertezza sul futuro dell’accordo. Va ricordato infatti che l’avvallo della Corte è solo il primo step per rendere operativo l’accordo tra Lufthansa e il nostro Governo. Le negoziazioni tra Mef e Lufthansa sono durate oltre sei mesi, per terminare con un’intesa, siglata lo scorso 25 maggio, che si articola in tre tappe.
    La prima: dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Antitrust Ue, Lufthansa potrà accedere a un aumento di capitale riservato del valore di 325 milioni per il 41% dell’aviolinea tricolore. La seconda: tra il 2025 e il 2027 potrà essere acquisito un ulteriore 49% (per un totale del 90% del capitale) a un prezzo stabilito di 325 milioni, e se alla fine del 2027 ITA avrà raggiunto gli obiettivi del piano, Lufthansa riconoscerà al ministero un “earn out” di 100 milioni. La terza: nel biennio successivo, il gruppo tedesco avrà diritto al rimanente 10% per altri 79 milioni. In sostanza: entro il 2029, in sei anni a partire da oggi, e per complessivi 829 milioni di euro, Lufthansa potrà assimilare il 100% della compagnia di bandiera italiana.
    Attualmente, il Consiglio di amministrazione di ITA opera in regime di proroga, il che, vista la delicatezza del momento, potrebbe influire sulla stabilità e sulla pianificazione a lungo termine della compagnia, anche se da informazioni di corridoio viene data per certa un’assemblea per le nomine che potrebbe essere convocata nella prima decade di luglio.

    Inoltre, l’emergere di problemi di natura legale legati alle cause degli oltre 1.300 ex dipendenti di Alitalia richiede una risposta tempestiva da parte dell’azienda e delle autorità competenti, e uno dei primi problemi in relazione all’accordo con Lufthansa è arrivato proprio ieri da parte del Tribunale di Roma che ha parzialmente accolto il ricorso di 77 ex dipendenti Alitalia (erano inizialmente 109) difesi dagli avvocati Pier Luigi Panici e Carlo Guglielmi che dovranno essere reintegrati in ITA.
    Il Giudice del Lavoro ha così disposto: «Visti gli artt. 429 c.p.c., 2112 c.c. e l’art.1 paragrafo 1 lett. a) e b) della Direttiva 2001/23/CE del Consiglio del 12 marzo 2001, in parziale accoglimento dei ricorsi accerta la sussistenza del trasferimento di ramo d’azienda tra Alitalia Società Aerea Italiana s.p.a in A.S. unitamente a Alitalia Cityliner Società per Azioni in A.S e Italia Trasporto Aereo s.p.a. – ITA, verificatosi in attuazione del “contratto di cessione del complesso di beni e contratti” concluso tra le parti in data 14 ottobre 2021. Dichiara per l’effetto il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della società Italia Trasporto Aereo s.p.a. – ITA con decorrenza dal 15 ottobre 2021. Condanna la società convenuta al pagamento ai ricorrenti delle retribuzioni maturate dalla decorrenza da ultimo indicata. Rigetta le domande volte all’accertamento della violazione da parte di Italia Trasporto Aereo s.p.a. – ITA dei criteri di imparzialità e trasparenza nelle procedure di reclutamento del personale e le conseguenti pretese risarcitorie del danno asseritamente sofferto in conseguenza della violazione. Rigetta le domande volte all’accertamento della discriminazione nell’accesso al lavoro in violazione degli artt. 25 e 27 dcl D. Lgs. n.198 del 2006 e dell’art. 4 del D. Lgs. n.216 dcl 2003. Condanna la società resistente al pagamento in favore dei procuratori dei ricorrenti, dichiaratisi antistatari, tra loro in solido nelle misure in proporzione spettanti dei 2/3 dei compensi di lite liquidati nella complessiva misura di € 43.042,60, con compensazione del restante 1/3. Fissa in giorni sessanta il termine per il deposito dei motivi».

    Il dispositivo non da adito ad alcuna interpretazione ed è molto chiaro: ITA dovrà assumere tutti i ricorrenti a far data dal 15 ottobre 2021 allo stesso stipendio di prima che erano assunti in Alitalia. Alla luce di quanto determinato dal Giudice a questo punto sarebbe importante comprendere se l’avanzamento del processo di privatizzazione e il percorso di ITA verso Star Alliance potrebbero subire ritardi o modifiche proprio a causa delle questioni legali attualmente in corso.

    Non solo, il “Piano Lazzerini”, in virtù della determinazione del Giudice del Lavoro di Roma, che lo ricordiamo è immediatamente esecutiva, andrà rivisto proprio per l’effetto che questa prima sentenza, alla quale è immaginabile altri giudici si potrebbero uniformare, avrà sul piano industriale di ITA e sui conti della compagnia.

    Inoltre, ITA a seguito di tale sentenza dovrà necessariamente inserire nel bilancio una posta per acconti e per le cause in essere di almeno 200 milioni di euro. Che ITA non avesse inserito delle poste a bilancio a copertura delle cause con gli ex Alitalia era una questione nota e che già avevamo fatto emergere negli articoli precedenti, criticando tale scelta anche se tutto ciò avrebbe fortemente inciso sui bilanci della compagnia di bandiera.

    Ma c’è anche una nota positiva: gli slot trasferiti a ITA dalla vecchia Alitalia non potranno essere “toccati” in quanto è stato “decretato” che sono stati trasferiti con il ramo di azienda di Alitalia. Ora vedremo se ITA modificherà la sua politica aziendale affidando a un altro pool di avvocati la questione delle cause degli ex dipendenti Alitalia, oppure continuerà a dare battaglia proponendo il ricorso in Appello verso la sentenza del Giudice Cottatellucci.

    Oltre agli aspetti legali, ITA dovrà affrontare altre questioni cruciali. Il mercato domestico italiano, ormai è nelle mani delle compagnie aeree low cost e sembra essere un terreno ormai perso per il vettore italiano. Le continue cancellazioni di voli per mancanza di prenotazioni su città come Torino, Napoli e Bologna testimoniano che il mercato domestico ormai è nelle mani di compagnie come Ryanair e Wizz Air che possono applicare tariffe più contenute di quella attualmente applicate da ITA.

    Pertanto, l’obiettivo primario della compagnia di bandiera necessariamente sarà quello di rimodellare il piano e di concentrarsi sul rafforzamento di Milano Linate come hub europeo, e sulla connettività intercontinentale con Roma Fiumicino. Il ruolo di Linate a questo punto dovrebbe diventare ancor più cruciale, considerando il valore aggiunto che ITA porterà in dote a Lufthansa grazie all’incremento del traffico proveniente proprio dall’area lombarda. Se poi in futuro il Governo dovesse aprire Milano Linate al traffico intercontinentale il valore degli slot in mano alla compagnia di bandiera, aumenteranno esponenzialmente e potrebbero raggiungere livelli economici che attualmente possiamo notare solo sullo scalo di Londra Heathrow. Un vero patrimonio.

    Con l’ingresso di Lufthansa, ITA dovrebbe puntare sulla presenza di clienti legati alle grandi aziende (la c.d. clientela business) e sui frequent flyer del segmento premium leisure sfruttando l’integrazione del programma di fedeltà Volare in Miles & More. Milano Malpensa, d’altra parte, sembra essere meno prioritario nell’attuale contesto anche se potrebbe avere un ruolo come hub per l’attività cargo.

    Per quanto riguarda i voli a lungo raggio, ITA dovrà identificare le rotte più redditizie per garantire la redditività della compagnia. Gli assi geografici dell’Africa, del Medio Oriente, del Sud America e dell’India potrebbero offrire opportunità interessanti, nonostante la concorrenza diretta delle compagnie aeree del Golfo e dei giganti asiatici che già stanno lavorando per costruire dei veri e propri hub di accesso, soprattutto nell’area dell’Africa centrale che al momento vede Air France in pole position.

    Tuttavia, l’entrata di ITA nella joint venture Atlantica con Lufthansa e United potrebbe comportare sfide significative.

    ITA dovrà confrontarsi con la condivisione limitata del traffico e dei profitti all’interno dell’alleanza, in quanto il suo attuale contributo rappresenta meno del 5% dell’intera rete Europa-Nordamerica. ITA quindi dovrà trovare il giusto equilibrio tra l’incremento delle capacità aeroportuali a Fiumicino e la condivisione delle rotte transatlantiche con i partner esistenti. Mentre l’attuale contesto si sta evolvendo, va detto a chiare lettere che la situazione che si è venuta a creare con gli ex dipendenti Alitalia non può essere ascritta all’attuale Governo di Giorgia Meloni che ne ha ereditato la complessità e le scelte passate, fidandosi delle informazioni che arrivavano dalla compagnia. Ma adesso, anche alla luce della sentenza del tribunale di Roma, sarà importante per ITA cambiare subito pagina e passo, ed è qui che il Governo dovrebbe intervenire energicamente, perché è importante e urgente che ITA affronti immediatamente i problemi di natura legale e assicuri il pieno supporto delle autorità competenti. Andrebbe inoltre elaborato un piano di brevissimo periodo anche attraverso il supporto di un “temporary management” e cioè un gruppo di manager esperti del settore che per un periodo delimitato e alle dipendenze del Cda si possano occupare di adeguare il piano industriale del vettore, mettere mano alla direzione operazioni volo e assicurare la piena transizione con il futuro partner Lufthansa in modo che il tutto possa avvenire senza intoppi e senza interferenze di sorta con l’intento di tenere la barra dritta.

    Solo affrontando tali sfide in modo tempestivo ed efficace, la compagnia potrà consolidare la sua posizione nel settore aeronautico e realizzare quindi con successo i progetti per il futuro.

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