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    Alitalia, Fiumicino e la dura realtà.

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    Messaggio Da I-TIGI


    Se Fiumicino già prima del Covid non cresceva, con la pandemia questo è stato l’unico scalo europeo dove l’hub carrier ha deciso di tagliare praticamente tutto il network di lungo raggio (sappiamo il perché ma la scelta di fare hub li e’ stata loro), a differenza dei altri vettori europei che hanno mantenuto un minimo di collegamenti di lungo raggio e feeder. 
    Bene o male il mercato e’ ripartito, i vari hub europei stanno aumentando frequenze e destinazioni di lungo raggio e di conseguenza i voli feeder, Alitalia con un paio di voli di lungo e’ rimasta al palo, altro che ripartenza ad armi pari come disse poco tempo fa Lazzerini. 
    Pre Covid i transiti su FCO di Alitalia erano tra gli 8 e 9 milioni di passeggeri, oggi azzerati, e lo rimarranno anche con ITA, dato che rimarranno attivi quattro aerei di lungo raggio pax. 
    9 milioni di passeggeri persi più altri ptp dato che le attuali ondate di transiti non portano più pax al lungo raggio ma solo ad altrettanti voli di corto e medio raggio ampiamente serviti da altri vettori con voli diretti, low cost e non. 
    Per giustificare il divario tra MIL e ROM (che già prima del 2019 vedeva il sistema aeroportuale milanese essere in testa e con Malpensa in crescita da anni a doppia cifra rispetto a un Fiumicino a crescita zero) spesso si tirano in ballo i mancati turisti esteri, vero, lo si vede su Venezia (ma il Marco Polo non doveva diventare l’ hub del nord est per trainare l’economia del triveneto?); ma come mai si riportano sempre città come Firenze, Roma ed altre e non Milano, che era la prima città turistica italiana? 

    I dati di giugno parlano chiaro: il sistema aeroportuale milanese sta generando quello che il mercato ora richiede e sappiamo bene che si basa su un traffico year around e non stagionale come quello laziale. 
    ITA se e quando partirà non sarà più un hub carrier come lo era Alitalia sino al 2019 quindi FCO dovrà sorreggersi su altri vettori di lungo raggio in ottica ptp e soprattutto sostenibili considerando il fatto che in Italia pax premium e cargo imbarcato sono a Milano e non li. 
    Tra l’altro dato che un hub regionale su FCO (transiti tra voli nazionali e o europei) non e’ più profittevole (le LC serviranno sempre di più le città italiane tra loro e l’Europa in modo diretto) l’unica mission rimasta e’ il ptp tra Linate ed alcune città ma anche li la festa sta terminando.
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