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    Continuità o discountinuità

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    Messaggio Da FlyIce

    In questo caso ci riferiamo a ITA.

    Il tema è molto dibattuto in questi giorni sulla stampa, per le molte cause che ITA sta perdendo rispetto a dipendenti ex Alitalia non assunti in ITA.

    Chiariamo subito che ci sono due aspetti da considerare.
    1. la continuità tra Alitalia e ITA secondo le regole EU per non far transitare i "problemi" di Alitalia in ITA
    2. la continuità secondo il Codice Civile italiano

    La prima è molto facile da verificare: la Commissione ha inviato una "comfort letter" prima dell'inizio delle attività di ITA su cosa fare.
    In pratica la EU diceva: fate così e per me non ci sono problemi.
    Ovviamente le indicazioni sono ste seguite, anche se non proprio al 100%. Ad esempio gli asset Alitalia andavano comprati al valore di mercato mentre ITA li ha pagati solo 1 Euro. Ha poi pagato parecchio il brand. Alla fine non pare ci sia molto da eccepire perché nessun concorrente ha protestato davvero.

    La seconda continuità, essendo basata su leggi italiane, è molto più complessa e si innesta su diritto del lavoro che è a sua volta molto "flessibile" in fatto di interpretazioni. Non è un caso che ora le sentenze siano 50-50, metà a favore dei lavoratori, metà a favore di ITA.
    Il punto chiave è il contrato "segreto" per la cessione del ramo Aviation. In realtà se così fosse ci sarebbe continuità almeno dal punto di vista gius-lavoristico.
    Per costituirsi come una valida cessione di ramo d'azienda, si deve trattare di un complesso di beni e servizi "funzionanti".
    Ma era davvero così? Secondo noi no: ITA si è fatta una sua organizzazione da zero e ha ottenuto il suo AoC prima di questo trasferimento.
    Quello che ha comprato a 1€ sono un pacchetto di contratti e servizi che da soli non servono a niente; questa potrebbe essere una visione semplicistica perché non sappiamo se gli avvocati di ITA l'abbiano utilizzata.

    Ora il governo ha deciso d'intervenire per decreto, diamo così "entrando in scivolata". Non sappiamo se questo sarà un intervento risolutivo perché il decreto deve centrare il nodo del contendere. Che non ci sia continuità l'ha già stabilito la EU e il diritto comunitario prevale su quello nazionale.

    Se invece il problema sono solo i soldi, perché non fare una norma ad hoc che concili i costi derivanti da queste sentenze con i diritti dei lavoratori?
    As esempio, prevedendo che chi è in CIGS possa rimanerci se è in esubero per il nuovo datore di lavoro.
    Perché pagare due anni di arretrati al lavoratore e far rimborsare all'azienda la CIGS per uno che non ha mai messo piede in azienda?
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